Cucinare in barca a vela: l’estate di Alessia.

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Qualche settimana fa ho rivisto la mia amica Alessia che aveva trascorso tutta l’estate lavorando come hostess in barca vela. Si occupava in particolare della cucina e di ricevere gli ospiti che andavano lì a trascorrere le loro vacanze. Mi sembrò molto interessante quello che mi raccontava in merito alla sua esperienza perchè non avevo mai pensato che cucinare in barca a vela fosse così difficile e che avesse tante peculiarità, per questo le chiesi di raccontare per il mio blog la sua avventura.

El post en castellano lo encuentras aquí. 

Il veliero dove lavorava Alessia è veramente bellissimo e si chiama White Knight, un Nautor Swan 651 di 20 metri, per chi se ne intende.

white knight en el puerto

White Knight a pacchetto con altre barche

Salpò da Civitanova Marche e navigò per le isole greche fino ad arrivare in Turchia.

paxox greciaQui per esempio si trovavano a Paxos.

isola greca

Ma torniamo alla cucina, Alessia si occupava della cucina e della spesa, e fino a quì sembra facile, ma in realtà tanto facile non era perchè lì sei nel mezzo del mare e in barca a vela, che molte volte mentre si trova in navigazione non è propriamente in posizione retta, e non sai sempre quanto tempo passerà prima che si torni a toccare terra per fare la spesa. E anche quando finalmente si poteva andare al mercato non sempre si trovavano gli ingredienti che si volevano, ingredienti che mai si era pensato non poter trovare. E chiaro, tu hai nella testa la ricetta e ti manca giusto quello che le avrebbe dato il sapore e ti senti perduta e devi ripensare tutto il menu. Inoltre si trattava di cucinare sempre per 8 o 10 persone per cui, via libera alla creatività e con un pò di organizzazione.

Whitw Knight in navigazioneQuando White Night si trovava in questa posizione dubito che fosse possibile cucinare in coperta.

el mercado en TurchiaIn un mercato in Turchia.

Alessia dovette escogitare diversi trucchi:

  • smettere di impazzire con la lista della spesa, che tanto non le serviva a niente, e comprare tutto quello che fosse commestibile per tenerlo di scorta nei momenti in cui non avrebbe trovato nulla da comprare;
  • si che pianificava una tempistica di preparazione di circa un’ora e mezza o due, però a volte la barca era inclinata o si decideva all’improvviso di entrare in una baia e quindi doveva improvvisare, per esempio un barbecue come questo;

barbacoa en la playa

una barbacoa en la playa

  • altra cose di cui si accorse dopo i primi giorni è che doveva pensare a un menu in cui tutti i piatti necessitassero lo stesso tipo di cottura, perchè anche se la cucina del White Knight era fantastica, sempre si trattava di una barca, e il forno e i fornelli non funzionavano bene in contemporanea;
  • stare attenta a sporcare il minor numero possibile di stoviglie e pentole, per non rimanere poi altre due ore in cucina mentre avrebbe potuto godersi il mare.

¿E che si mangiava sulla White Knight?  La colazione era molto facile – racconta Alessia – che fosse dolce, crèpes, pan cakes, french toasts o una torta, preparata il giorno prima, o salata toast con uova e pancetta. In ogni caso se si dormiva in un porto, la mattina mi alzavo presto e saccheggiavo una panetteria greca i cui prodotti non mi hanno mai deluso.

La parte difficile iniziava con il pranzo, preparavo sempre una pasta o una insalata di riso o del cous cous e poi lo acompagnavo con due contorni molto abbondanti perchè tutti rimanessero contenti, le donne a dieta e gli uomini affamati. Per i sughi avevo a disposizione sempre molte verdure come zucchine, melanzane e pomodori e poi a seconda della creatività del momento aggiungevo frutta secca, tonno, carciofini e olive. Era molto difficile trovare il pesce e soprattutto che ce lo vendessero, perchè i pescatori preferivano venderlo ai ristoranti che erano i loro clienti fissi. Per questo che per mangiare il pesce andavamo a cena a ristorante, e gli ospiti lo facevano fortunatamente molto spesso, così che mi toglievano da l’incombenza.

A volte in occasioni speciali, come i compleanni, mi lanciavo nella preparazione di torte, questa è la mia Torta Californiana di cui vi darò presto la ricetta.

tarta de cumpleano

Prima della cena bisognava preparare l’aperitivo, e da quello non si poteva scappare, andavano tutti pazzi per l’aperitivo. Quello che non poteva mancare era lo Spritz (Aperol, prosecco, ghiaccio e una fetta di arancia) e il prosecco (già a metà del viaggio avevamo terminato tutte le scorte, ed erano molte bottiglie). Da mangiare preparavo ciotole con patatine, tacos, noccioline, olive e salse come guacamole, humus e tonno con philadelpia. Alla fine quello che contava di più era l’alcol e la presentazione nel vassoio.

Quando non potevo proprio esimermi dal preparare la cena, mi concentravo nei secondi piatti di carne o pesce molto sostanziosi che accompagnavo con verdure gratinate o piselli e prosciutto o patate al forno. Se non riuscivo a trovare la carne o il pesce allora preparavo torte salate ripiene di verdura, pancetta, formaggio, carne macinata, quello che avevo nel frigo.

orate da fare al fornoOrate pronte per il forno.

Quello che Alessia non scorderà mai di questa esperienza è quello che fu il suo regno, la cucina del White Knight.   la cocina de White Knight

E il mare azzurro e le spiagge meravigliose per le quali è passato il White Knight.

Paxos en grecia

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